giovedì 3 novembre 2016

Fotografare i Fulmini



Fotografare i Fulmini 

I fulmini da sempre mi hanno affascinato e qualche volta anche impaurito ma penso che sia un fenomeno che attragga parecchi! Sarà per la forte luce che disegnano sul cielo o tra le nuvole, per la potenza che fanno percepire o semplicemente per il “fenomeno” in se stesso.
Quanto difficile è immortalare un fulmine? In verità non lo è….ma come sempre bisogna avere pazienza e un po’ di fortuna.
 
Pazienza! Perché spesso capiterà o sarà già capitato che nel momento in cui c’è una sequenza di saette e fulmini nel cielo che ci sta lasciando a bocca aperta siamo sprovvisti della nostra amata Reflex.
O perché, provvisti dell’amata Reflex, i fulmini non sono così in sequenza da garantirci alcuni scatti di prova per individuare la giusta posizione e impostazione di scatto.

Fortuna! Perché i fulmini sono tutti spettacolari ma spesso capita che mentre non stai scattando ci sarà quello più affascinante e luminoso.
O perché un attimo prima di cominciare a scattare non pioveva e adesso che è tutto pronto è arrivato il diluvio….magari è meglio andare!

Ovviamente tutto ciò che ho appena elencato sono cose successe al sottoscritto!

Ma vediamo come portarci a casa un bello scatto:

E’ chiaro che se sopra la nostra testa abbiamo un cielo ricco di stelle forse non è la serata giusta (vedremo in un altro Post come approfittare di questa situazione)
Quello che sicuramente ci sarà da capire è che tipo di temporale sta per arrivare o abbiamo già sopra la nostra testa e la quantità di “Flash” che ci regalerà. In questo caso possiamo chiedere aiuto a Internet e nel particolare a siti come quelli dell’aereonautica militare, della marina o meglio ancora il sito ufficiale della mappa dei fulmini in Italia www.fulmini.it ed avere una risposta alla domanda: “vale la pena uscire?”

Prima di parlare degli accessori da portarci dietro è necessario fare un appunto sulla sicurezza e l’appostamento. Tutti sappiamo quanto può essere pericoloso stare nel mezzo di un temporale ed è per questo che dobbiamo appostarci almeno ad un paio di chilometri di distanza. Cerchiamo di non posizionarci in campi completamente sprovvisti di alberi o strutture in modo da non essere l’unica attrazione per il fulmine, diamogli almeno una possibilità di scelta, evitiamo la vicinanza ai tralicci della luce, di parlare al telefono o se siamo in spiaggia evitiamo il bagnasciuga. Tenerci a debita distanza, oltre che metterci in sicurezza , ci permetterà di avere una scena più ampia per il nostro scatto, sfruttando così la Regola dei Terzi , che sarà comunque leggermente da modificare, includendo più cielo o più terra a seconda della nostra posizione.

Anche se il soggetto principale della nostra foto saranno i lampi, sarà necessario, per rendere la foto più piacevole, includere nella scena un soggetto o più soggetti secondari (alberi, colline, palazzi ecc.) che garantiranno la giusta maestosità al nostro fulmine.

Il Treppiedi
Un attrezzo di cui non possiamo fare a meno in questa scelta di scatto è sicuramente il Treppiedi. Useremo infatti tempi di posa lunghi o addirittura la funzione Bulb (per chi può). Scordatevi di fare uno scatto singolo sperando di baccare il momento giusto…è praticamente impossibile e se ci riusciamo l’effetto non sarà il massimo. Per quanto riguarda i tempi lunghi consiglio almeno 30 secondi, nei quali, se siamo fortunati si potranno sommare più fulmini in un unico scatto. In più, se abbiamo la possibilità, consiglierei di impostare l’autoscatto con un ritardi di 2 secondi, così da evitare qualsiasi movimento della macchina sul treppiedi. Per la funzione Bulb invece sarà necessario un telecomando per evitare movimenti alla macchina e quindi uno scatto mosso.
In questa situazione consiglierei anche altri due attrezzi….l’ombrello e un panno! Se arriva la pioggia e non è battente ci permetterà di poter restare sul posto senza dover racimolare il tutto e andar via. Il panno ci aiuterà a togliere qualsiasi gocciolina che si sarà posizionata davanti la lente.

Un'altro consiglio è la Messa a Fuoco Manuale
Come tutte le situazioni di luce scarsa o di scatti notturni, la messa a fuoco deve essere rigorosamente manuale. Con questa impostazione oltre che velocizzare i nostri scatti, eviteremo di fare impazzire il nostro processore nel cercare un punto di messa a fuoco nel buio. Per evitare di impostare continuamente il fuoco basterà regolarla una sola volta manualmente su infinito e il gioco è fatto!

ISO
Non c’è bisogno di parlare di ISO, questo perché stiamo fotografando un qualcosa di particolarmente luminoso come la Luna. Quindi lasceremo gli ISO su 100 o al massimo su ISO 200 se il temporale è distante.

Diaframma
Per il Diaframma invece, il discorso è un po’ più complesso. Ovviamente dipende tutto dalla luce presente sulla nostra scena. Consiglio di impostare un diaframma di partenza intorno a f/8 e da lì, in base alla risposta della foto scattata, agiremo di conseguenza!

Buon divertimento a tutti

lunedì 21 marzo 2016

TEST DELL'OBIETTIVO

In questo Post parleremo di come trarre il meglio dal nostro obiettivo, visto che tra un esemplare e l'altro dello stesso prodotto possono esserci piccole differenze.
Dopo aver passato giorni, settimane, mesi a farci paranoie su quale obiettivo acquistare, chiedendo informazioni o guardando su internet, una volta comprato in alcuni "soggetti" nascono subito altri due pensieri negativi...vale i soldi che l'ho pagato? A quale apertura di focale mi darà la migliore qualità d'immagine?
Il primo passo dopo averlo portato a casa di solito è spacchettarlo, montarlo e perché no, uscire a provarlo! Assolutamente doveroso ma, il passo successivo dovrebbe essere quello di testare l'obiettivo in maniera più accurata!
È doveroso dire che è un test noioso, come quasi tutti i test, ma se vogliamo un buon risultato nella stampa dei nostri scatti, questo test ci aiuterà non poco.

Qualche consiglio:
• Per effettuare il nostro test, sarà fondamentale avere un treppiedi, ed approfitto per dire che non serve spendere centinaia di euro ma evitiamo quelli in plastica, più robusto è meglio è.
• Sarebbe meglio effettuare l'alzo dello specchio sulla nostra Reflex, in modo da ridurre al massimo anche le piccole vibrazioni.
• Sempre per ridurre qualsiasi vibrazione scatteremo, in fase di test, con l'autoscatto a 2sec o meglio ancora 10sec di ritardo.
• Gli scatti li faremo in RAW e alla sensibilità ISO più bassa. Con questi due accorgimenti avremo degli scatti non influenzati né dal rumore né dal filtro per la sua rimozione sul file JPEG.
• Se utilizziamo una luce artificiale dovremmo evitare lampade a fluorescenza perché rilasciano un effetto di sfarfallio, se invece utilizziamo la luce naturale dobbiamo preoccuparci che quest'ultima resti uguale tra uno scatto e l'altro.

Come fare il test:
Adesso che sappiamo cosa ci serve e come impostare la nostra Reflex non ci rimane che decidere se scattare i nostri test su una Mira Ottica o su Soggetti Reali. Sicuramente la Mira ci dà la possibilità di effettuare un test più serio e accurato. Possiamo decidere di acquistarla o stamparla direttamente da Internet.


Se decidiamo di stamparla (è stata la mia decisione, quella pronta costava 190,00 euro) l'unica accortezza sarà stamparla ad alta risoluzione e su carta opaca con una stampante a getto d'inchiostro professionale.
Se la nostra scelta si sposta sul Soggetto Reale é chiaro che deve essere un soggetto "immobile" altrimenti tutta la fase di preparazione non è servita a nulla.
Una volta in possesso della nostra Mira o del nostro Soggetto non ci resta finalmente che procedere al test!
È fondamentale che tra uno scatto e l'altro non ci sia nessuna variazione di luce e posizione, le uniche variazioni saranno quelle relative all'apertura e alla lunghezza focale che ci serviranno a fine test.

Mira Ottica: La appenderemo al muro facendo attenzione che non si formino pieghe o onde che andrebbero ad alterare il test. Una volta posizionata, andremo a posizionare la nostra Reflex con il relativo treppiede in modo da poter inquadrare la Mira nella sua interezza e facendo attenzione che l'obiettivo sia perfettamente in asse con l'immagine inquadrata e che non vi siano disallineamenti eccessivi.
Adesso, se l'obiettivo che stiamo testando è a focale fissa, faremo uno scatto per ogni apertura di diaframma dalla più ampia alla più stretta, se invece si tratta di uno zoom faremo la stessa operazione ma in più agiremo sulle diverse focali a disposizione. Decideremo noi su quante e quali focali testare il nostro zoom.

Soggetto Reale: In questo caso restano in vigore tutte le regole che abbiamo visto per la Mira Ottica e faremo attenzione sempre che il soggetto in questione sia al centro ma soprattutto che abbia tanti dettagli ad alto contrasto e che ai bordi del fotogramma ci siano degli elementi ricchi di particolari.

L'Analisi del risultato:
Una volta terminati i vari scatti, scaricheremo le foto sul Pc e rinomineremo i vari file con le giuste focali e aperture utilizzate. Successivamente apriremo i file creati in modo da evidenziare le possibili differenze tra uno scatto e l'altro nelle varie focali. Se abbiamo fotografato una Mira, le sue linee bianche e nere ci metteranno in risalto eventuali aberrazioni. Se invece abbiamo fotografato un Soggetto, per avere un risultato soddisfacente dobbiamo fare in modo che abbia dei dettagli ad alto contrasto.
In entrambi i test, sfogliando i vari scatti effettuati, noteremo che ci sarà una focale e un'apertura di diaframma che daranno il risultato perfetto. Quella sarà l'impostazione migliore del nostro obiettivo, dove sappiamo adesso che ci darà il massimo del risultato.
Ovviamente utilizzeremo sempre anche tutte le altre focali e aperture ma da questo momento sappiamo che il nostro obiettivo dà il meglio di sé ad una determinata combinazione!

Test della Vignettatura:
Oltre al test precedente, possiamo testare quali sono i valori a cui avremo una minor caduta di luce ai bordi. Come ben sappiamo, con una gran apertura i bordi della foto risulteranno più scuri rispetto al centro. "Il difetto" lo si può ridurre chiudendo pian piano il diaframma ma riapparirà per altri motivi a valori molto chiusi. Per questo tipo di test andremo a fotografare una superficie preferibilmente bianca illuminata in maniera uniforme e faremo i soliti scatti nelle varie aperture. Una volta scaricate le foto su Pc, controlliamo che nel software che stiamo utilizzando ci sia la funzione di correzione automatica disabilitata.
A proposito di software, è ovvio che l'effetto vignettatura potremmo toglierlo con il suo ausilio ma è pur vero che se l'effetto è molto accentuato potremmo incorrere in un calo qualitativo della parte interessata.

Test della Distorsione:
Un'ultimo test che vi consiglio di fare, ormai che siamo in gioco, è quello della distorsione data dall'obiettivo.
Abbiamo tre casi, derivanti da i vari tipi di obiettivi usati.

Il Grandangolare , tende a riprodurre le immagini con un rigonfiamento verso l'esterno delle linee orizzontali e verticali, questa distorsione viene detta a Barilotto.
I Teleobiettivi , al contrario del grandangolare, tendono a mostrare un rigonfiamento verso l'interno, questa distorsione viene detta a Cuscinetto.
I Normali , che come abbiamo visto nel post Scelta dell'obiettivo, sono quelli intorno ai 50mm e tendono a non avere nessun tipo di distorsione.
Anche in questo test, per scoprire la focale e la lunghezza migliore del nostro obiettivo avremo bisogno di una Mira o di un soggetto.





In questo caso sarà sufficiente una Mira fatta di linee regolari orizzontali e verticali anche fatta da noi su un foglio bianco con penna e righello o, nel caso di soggetto potremmo fotografare una griglia o un muro di mattoni, facendo attenzione che ad occhio nudo si presentino abbastanza dritte le linee sia orizzontali che verticali.

martedì 16 febbraio 2016

NIKON D5200



Anche questa volta il Post è dedicato ad una persona, Leandro, ex collega di lavoro quotidiano ma "quasi" prossimo collega di passione...fotografica!
L'intenzione è quella di acquistare una Nikon D5200 e con questo Post vorrei riuscire a trasformare l'
intenzione in convinzione.

Presentata nel 2012, la Nikon D5200 è una fotocamera reflex digitale dotata di sensore CMOS in formato DX, ossia APS-C, da 24.1 Megapixel, dedicata non al debuttante assoluto nel mondo reflex, ma al fotoamatore che desidera qualcosa di più da una Entry Level.
La D5200, per estetica e impostazioni, può risultare molto simile alla D3200 ma in verità presenta alcune caratteristiche che risultano più appetibili e avanzate.
Vediamo alcuni punti di forza di questa bellissima fotocamera.
Un sistema autofocus a 39 punti, 9 dei quali a croce, supportato da una luce ausiliaria per i soggetti posti a breve distanza, preso in prestito dalla sorella maggiore D7000 e quello di esposizione basato su un sensore da 2016 pixel che, oltre a consentire la misurazione in modo Color Matrix 3D II, viene anche sfruttato dal sistema di autofocus a inseguimento per mantenere nitidi i soggetti in rapido movimento nel fotogramma. Per quanto riguarda l'autofocus, è doveroso dire che la D5200 non dispone di motore di messa a fuoco interno, particolare importante per l'acquisto dei nostri obiettivi!
A fornire la potenza di calcolo necessaria ad elaborare i 24.1 Megapixel, provvede il motore Expeed 3, un processore supportato da 4 GB di RAM DDR3 (Samsung).
Per gli amanti delle foto in rapida successione, per catturare il giusto movimento, lo sguardo vincente, il movimento perfetto, questa Reflex ci offre una velocità di scatto in sequenza di ben 5 fps.
Sulla Nikon D5200 sono presenti un gran numero di pulsanti, cosa che potrebbe disorientare chi è alla sua prima reflex. Bisogna dire però, che sono ben etichettati e disposti logicamente, facili da raggiungere, ed è sufficiente un minimo di pratica per padroneggiarli con sicurezza. Inoltre il pulsante Info permette di leggere su schermo le regolazioni della fotocamera per tutto.
Ottima ed elevata sensibilità ISO che va da 100 a 6400 senza grande "rumore" ed è estendibile fino a 25.600! Permette di avere tutta la libertà garantita dalle incredibili prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione. È possibile catturare immagini dettagliate in situazioni di scarsa illuminazione ed eseguire scatti nitidi di soggetti in rapido movimento.
Un'altra caratteristica di questa bellissima reflex è sicuramente la presenza dello schermo LCD da 3" orientabile. È formato da 920.000 punti, molto nitido e dotato di un rivestimento antiriflesso in grado di bloccare i riflessi in modo da permetterne una buona lettura anche in casi critici, per esempio in pieno sole. I movimenti del display risultano fluidi ed è possibile orientarlo in ogni direzione, permettendo di scattare immagini in ogni situazione. Questo sistema è sicuramente molto apprezzato da chi usa spesso la modalità video.
Video rigorosamente in Full HD che arriva a 1920 × 1080. Con i filmati però, rimane il limite della lentezza dell’autofocus, difetto non da poco, ma comune a molte altre fotocamere.
La Nikon D5200, per chi ha voglia di "giocare", mette a disposizione sette effetti speciali applicabili a immagini e filmati e visionabili sullo schermo in modalità Live View: Selezione colore, Miniatura, High Key, Low Key, Silhouette, Bozzetto a colori e Visione notturna. Quest’ultima, pur riprendendo solo in monocromia, attiva l’incredibile valore di ISO 102.400, riprendendo quasi nel buio totale.

Ottima la durata della batteria agli ioni di litio. Magari le prime volte, cliccando su tutti i pulsanti e caricando effetti, guardando le foto, modificandole e via dicendo, non durerà tantissimo, ma in condizioni di utilizzo "normale" garantisce una durata di circa 700 scatti.
Per quanto riguarda la parte estetica, si presenta molto fluida nelle linee, con aarecchi pulsanti ma tutti ben disposti e nel posto giusto. Nel dettaglio, nella parte superiore abbiamo la consueta ghiera delle modalità, i pulsanti di scatto foto e avvio filmati, i comandi per l’autoscatto e lo scatto in sequenza, il pulsante info e quello per sotto o sovresporre. Con i comandi sul retro è possibile bloccare l’esposizione e la messa a fuoco, rivedere immagini e filmati, cancellare i file, ingrandire ciò che si vede sullo schermo, attivare i menu, oltre a un pad per navigare nel menù e per accettare la scelta desiderata.
Sul lato sinistro, infine, è presente uno sportello che protegge quattro prese: HDMI, mini USB, microfono esterno e la connessione per accessori esterni come GPS e Wi-Fi.
In conclusione, la D5200 potrebbe disorientare come prima Reflex. I tanti pulsanti, infatti, potrebbero risultare ostici a chi ha usato soltanto delle compatte, anche se ben collocati. Ma se abbiamo passione, volontà e un minimo di pazienza nell'applicarci, è senz'altro la Entry Level su cui vale la pena spendere i nostri risparmi e le nostre attenzioni.



Nikkor AF-S DX 18-140 f/3.5-5.6G ED VR 
Parlo di questo zoom, perchè quello di primo interesse in caso di acquisto!
Si tratta di un obiettivo che si posiziona un gradino più alto degli zoom "Entry Level" 18-55 VR e 18-105 VR e subito sotto il 18-200 VR. Il fatto che Nikon abbia deciso di offrirlo anche in kit con la potente D7100 ne fa intuire le reali potenzialità.
Come indicato dalla sigla AF-S, per la messa a fuoco questo zoom si avvale di un motore ultrasonico interno, che risulta realmente silenzioso e veloce nello svolgere il suo compito e che rende compatibile questo obiettivo anche con le fotocamere DSLR Nikon "Entry Level". L'obiettivo è dotato di stabilizzazione ottica, in grado di funzionare, anche durante le riprese video senza generare ronzii.
Tuttavia, il limite maggiore di questo zoom è nella solidità della costruzione, decisamente poco robusta per un uso intensivo o professionale, e che richiede sempre una certa attenzione per evitare urti accidentali.
Grazie al suo raggio d'azione, è secondo me un'ottimo prodotto, un'ottima scelta per poter andare in giro a divertirci senza portarci dietro altri obiettivi.
Buon divertimento amico mio!


lunedì 14 dicembre 2015

FILTRI FOTOGRAFICI

Tempo fa abbiamo parlato di Filtri Digradanti, oggi invece ci occuperemo dei vari filtri fotografici:

- Filtro UV
- Filtro Polarizzatore
- Filtro Neutral Density
- Filtro Digradante

Filtro UV, è il filtro più utilizzato nonostante non abbia grandi effetti sulla fotografia da noi scattata. In verità viene utilizzato più per proteggere la lente frontale dell'obiettivo, in caso di urti o cadute. Per questo motivo, spesso, chi compra un nuovo obiettivo chiede subito un Filtro UV.
É una lente trasparente che svolge un'efficace azione di blocco nei confronti di raggi ultravioletti presenti specialmente in montagna o in quantità minore al mare. In commercio si trovano tantissime offerte e tantissimi marchi, io ho comprato un Filtro della HOYA della Serie HD. Quest'ultimo è caratterizzato da un trattamento antiriflesso in 8 strati, interno ed esterno, con indurimento che, oltre a garantire una trasmissione della luce pari a più del 99%, ha una resistenza 4 volte maggiore a rotture e graffi dei filtri standard.

Filtro Polarizzatore, il principale fra i filtri fotografici. Lo si può paragonare tranquillamente ad un paio di occhiali da sole per la nostra Reflex.
Massime prestazioni quando stiamo fotografando superfici lucide come l'acqua o metalli, ma anche quando fotografiamo il cielo (composto da micro particelle d'acqua) soprattutto in caso di foschia o per aumentare il contrasto sul terreno o sul cielo stesso.
Se fotografiamo paesaggi, o all’aperto in generale, potremo notare decisamente il vantaggio di possedere questo filtro. Ancor più in situazioni di estremo sole.
Semplificando al massimo, gli effetti principali che si ottengono grazie a questo filtro sono due:

1. maggiore saturazione dei colori.
2. eliminazione dei riflessi (o consistente riduzione).

In realtà, il secondo effetto é una variante del primo. Infatti, annullando la luce riflessa dalle gocce d’acqua in sospensione nell’aria, i colori raggiungono l’obiettivo della macchina più intensi, come se fossero più saturi.
Eliminare i riflessi è molto utile quando si fotografano corsi d’acqua, infatti, una volta spariti i riflessi si riesce ad apprezzare molto di più il colore del fondo...e la foto guadagna in gradevolezza!

Filtro Neutral Density, o più comunemente chiamato Filtro ND non è altro che un filtro a densità neutra ed è utilizzato per diminuire l'intensità della luce che giunge all'interno dell'obiettivo fotografico in modo da alterare i rapporti di combinazioni di apertura del diaframma e tempi di esposizione necessari ad ottenere una corretta esposizione. Questa alterazione ci permetterà di ottenere una maggiore libertà creativa perché fornisce la possibilità di utilizzare diaframmi più aperti o tempi più lunghi.
Per raggiungere questo scopo, un Filtro ND è costituito da materiale trasparente più o meno oscurato a seconda della quantità di filtraggio che fornisce.
Un campo di utilizzo comune di questo filtro è ad esempio una cascata...possiamo fotografarla di giorno allungando i tempi di scatto e dando alla foto l'effetto "setoso" dellacqua che scorre mentre l'ambiente circostante verrà fermo e nitido! D'obbligo l'utilizzo del treppiede.

giovedì 15 gennaio 2015

Canon EOS 70D

Questo Post è dedicato ad Omar, new entry nel fantastico mondo delle Reflex!

Fino a poco tempo fa, Canon utilizzava la sigla a due cifre per indicare un prodotto che avrebbe soddisfatto un pubblico che si posizionava tra l'amatore all'avanguardia e il professionista, oggi le cose sono cambiate più precisamente dopo l'uscita della Canon 50D, dove la 7D era dedicata ad un pubblico professionale e la 60D a quello "consumer". 
Ancora una volta però, con l'uscita della 70D, sembra essere tornati a qualche anno fa, dove il produttore cerca di coprire una fascia di pubblico più ampia!


Parliamo della Canon EOS 70D....

Per quanto riguarda la struttura di base, rispetto la 60D, è rimasta inalterata ma le specifiche tecniche hanno subito delle forti migliorie.
Tra i più importanti cambiamenti tecnologici troviamo:
il Dual Pixel CMOS AF; Wi-Fi; processore d'immagine DIGIC 5+; motore di messa a fuoco a 19 punti (identico alla 7D); scatti a raffica fino a 7fps; 20 megapixel; struttura dei comandi.

Questo modello risulta una comune Reflex, dalle dimensioni proporzionate ed un'impugnatura davvero comoda. La sua struttura non è in lega di magnesio ma risulta ugualmente ben assemblata e parlando sempre del corpo macchina sono presenti delle guarnizioni che rendono questa Reflex resistente a polvere e acqua!

Nella 70D è presente un secondo display retroilluminato nella parte superiore, per le informazioni di base di scatto. Oltre ad essere comodo, contenendo informazioni tipo ISO, apertura, tempi, esposimetro, batteria, scatti etc. utilizzando questo display e no quello principale, ci si accorgerà che la batteria durerà di più. 
Per quanto riguarda il display principale è un touchscreen da 3" snodabile con un'ottima sensibilità al tocco. Come tutti i display snodabili vi è la possibilità di richiuderlo completamente ed avere la possibilità di utilizzarlo per inquadrature dall'alto o dal basso. Risoluzione ottima che garantisce una riproduzione delle immagini di buona qualità con la possibilità di 7 livelli differenti per la luminosità che garantiscono la visione anche sotto la luce diretta.

Il mirino risulta essere completo. 
E' un pentaprisma con ingrandimento di 0,95x che permette un'inquadratura quasi del 100%. Informazioni complete e di giuste dimensioni.

Il menu principale è il classico di Canon, con delle icone che indicano la sezione di riferimento:
fotocamera, riproduzione, Live View, impostazioni, personalizzazione, preferiti. Nella zona posteriore della macchina sono presenti ben dieci tasti, un pad direzionale, una ghiera secondaria e uno switch di blocco. Spunta un nuovo selettore per il Live View che include un tasto per le riprese identico alla 5D Mark III.
In generale, tutti i pulsanti sono al punto giusto e intuitivi.

Come anticipato prima, tra i vari cambiamenti dal modello precedente, abbiamo un motore di messa a fuoco a 19 punti tutti a croce. La rosa è distribuita più o meno nei 2/3 centrali del frame ottenendo una copertura soddisfacente. Non è presente una luce di assistenza alla messa a fuoco e quando non si riesce ad agganciare il soggetto vengono emessi dei rapidi lampi con il flash. L'efficienza del motore è molto buona anche con illuminazione debole. 

La vera evoluzione è il Dual Pixel CMOS AF, una nuova tecnologia di messa a fuoco automatica (AF) a rilevamento di fase basata sul sensore, che assicura un rilevamento della messa a fuoco preciso e di alte prestazioni nei filmati e l'acquisizione rapida della messa a fuoco automatica per gli scatti in modalità Live View, ideale per la creazione di effetti di messa a fuoco creativi e dall'aspetto professionale e per mantenere sempre a fuoco il soggetto anche quando modifica la sua distanza rispetto al fotografo, avvicinandosi o allontanandosi. C'è un però...Per ottenere questi risultati si devono utilizzare gli obiettivi STM (Stepper Motor) che allo stato attuale sono solo tre, nessuno dei quali definibile come professionale. Si tratta delle due lenti da kit 18-55 e 18-135, e del 40mm f/2,8. 
Al di fuori di questi tre si perde fluidità e silenziosità e i vantaggi del Dual Pixel CMOS AF vengono praticamente vanificati. Questo è un grosso limite per chi utilizza obiettivi di alta qualità e prezzo, i quali non sono in grado di fornire i medesimi ottimi risultati di quelli STM. In poche parole, per ottenere i vantaggi di questa tecnologia si devono adoperare gli obiettivi del kit, mentre anche i migliori USM offrono prestazioni notevolmente inferiori.

Per quanto riguarda lo scatto, abbiamo diverse opzioni:
Scatto singolo, Scatto continuo veloce e lento, Scatto singolo silenzioso, Scatto continuo silenzioso, Autoscatto 10s, Autoscatto 2s. Grazie al processore DIGIC 5+ si possono ottenere ben 7fps.

Parlando di Bilanciamento del Bianco sono presenti le posizioni: automatico, luce diurna, ombra, nuvoloso, tungsteno, fluorescente, flash, personalizzato, temperatura colore, con gradi Kelvin selezionabili in modo molto preciso. Ottimo il modo automatico ma piccola pecca non vi è un tasto rapido per il bilanciamento, mentre continua a non essere presente come in tutte le Canon una combinazione di tasti per l'impostazione del bianco personale. Bisognerà sempre usufruire del menu per impostarlo.
Ottimo il Flash in dotazione che ovviamente si attiva elettronicamente grazie alla pressione di un piccolo tasto laterale. Ha un tempo di ricarica di circa 2,5s e la possibilità di compensare l'intensità di +/-3 step con passaggi di 0,5.

Buona la resa ad alti ISO ma buoni anche i margini di miglioramento.
Gli scatti si possono effettuare in JPEG, RAW o RAW+JPEG. 
Scegliendo di scattare in JPG il livello di rumore viene notevolmente controllato dagli algoritmi della fotocamera durante lo sviluppo e si possono catturare foto pulite anche a 3200 ISO, con perdita però dei dettagli fini. Mentre il RAW consente di mantenere tutte le informazioni ma mostra il rumore digitale, lasciando all'utente la possibilità di ripulirlo durante il post-produzione. La Canon 70D si spinge fino a 12800 ISO e seppure questo estremo sia fortemente sconsigliabile può essere comunque adoperato per il web, specie scegliendo il JPG e lavorando su piccole dimensioni.

Nella parte bassa, in corrispondenza dell'impugnatura, si trova lo sportellino con l'alloggiamento per la batteria. Ormai uno standard in tutte le più recenti DSLR Canon di fascia alta è una LP-E6, con un'autonomia di circa 900 scatti. Questo ci permetterà di affrontare una intera giornata dedicata alla nostra passione. Anche nella registrazione video si comporta bene superando in durata la Full Frame 5D Mark III, che con i filmati consuma rapidamente la batteria. 

Dietro due sportellini in gomma posizionati sul fianco sinistro si trovano tutti i collegamenti, quello per il telecomando, per un microfono esterno, l'uscita HDMI e quella USB. Gli sportellini sono separati consentendo di aprire solo quello utilizzato al momento e presentano una gomma protettiva piuttosto robusta. 

Tra le novità, della Canon 70D vi è la presenza del Wi-Fi, realizzato in modo davvero apprezzabile sia per il funzionamento che per le opzioni disponibili. Molto interessante il fatto che non si deve necessariamente effettuare un collegamento punto a punto ma si può accedere con la fotocamera alla propria rete locale e l'app riuscirà così facilmente ad identificarla senza dover cambiare rete Wi-Fi. Sono presenti le classiche funzioni di sharing su internet, la stampa diretta via wireless e il controllo remoto.
Possibilità di scaricare App per Android e IOS.

Anche per quanto riguarda i video, la Canon EOS 70D non delude le aspettative. Offre video in Full HD o in formati inferiori. Qualità massima a 1920 x 1080 a 25fps. Sempre grazie al touch screen è possibile scegliere con le dita i diversi punti da mettere a fuoco durante la registrazione e con gli obiettivi STM si possono ottenere ottimi risultati grazie all'AI SERVO, ovvero la messa a fuoco continua ottenuta per ricerca di fase tramite il Dual Pixel CMOS AF. 

Non resta che....divertirsi!